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“Aldus Up”, la rete europea per il rilancio delle fiere del libro e lo scambio dei diritti

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Pesantemente colpito dalla pandemia, il mondo delle fiere del libro riparte dopo la crisi Covid-19 con una rete e un progetto europeo – Aldus Up – che fa il suo debutto alla Fiera del Libro di Francoforte e che ha nell’Italia e nell’Associazione Italiana Editori il suo motore.

Quali sono gli andamenti dei mercati editoriali europei dopo il lockdown e come è possibile stimolare lo scambio tra i diversi Paesi? Come stanno cambiando le abitudini di lettura e i consumi culturali? Come ripensare le Fiere e il mercato dello scambio dei diritti grazie alle tecnologie digitali? Sono queste alcune delle questioni al centro della missione di Aldus Up e che saranno affrontate durante quattro incontri professionali inseriti nel programma della Buchmesse, quest’anno per la prima volta in versione digitale.

Aldus Up , come si spiega nella presentazione, è un progetto che ha lo scopo di innovare e far crescere le fiere del libro in chiave europea, favorendo lo scambio dei diritti di traduzione tra Paesi e l’internazionalizzazione del settore editoriale. Il progetto ha Aie come capofila, ha una durata di quattro anni ed è co-finanziato dal programma Creative Europa dell’Unione Europa.

Nasce dall’esperienza di Aldus, la rete nata nel 2016 che ad oggi conta 20 fiere europee tra cui compaiono la stessa Frankfurter Buchmesse, Bologna Children’s Books Fair, The London Book Fair e la spagnola Liber, solo per citare i maggiori eventi internazionali.

“Quando questo progetto è stato pensato e ideato l’emergenza Covid-19 non era nemmeno immaginabile – ha spiegato Ricardo Franco Levi, presidente di AIE e vicepresidente della Federazione degli editori europei (FEP) -. Tuttavia, il nuovo contesto non fa che confermare, e per certi versi accelerare, il bisogno di innovare il sistema delle Fiere. In questo senso, Aldus Up è un progetto ancor più necessario e imprescindibile di ieri”.

“Vogliamo provare a dare un nuovo futuro alle comunità di lettori ed editori, costruendo nuove opportunità per le interazioni digitali e fisiche – ha spiegato Piero Attanasio, responsabile di AIE per i progetti internazionali –. Queste alcune delle azioni che porteremo avanti: sfruttare le potenzialità del web per combinare eventi off-line e online, potenziare gli studi e lo scambio di informazioni riguardo i flussi di traduzioni in Europa e l’impatto del digitale sulla lettura e sulla produzione editoriale, rendere le fiere eventi diffusi nelle città e fruibili da diversi tipi di pubblico in una logica inclusiva – dalle persone con diversi tipi di disabilità alle comunità di immigrati”.

Le 20 fiere del libro europee della rete Aldus Up si suddividono in 4 internazionali (Bologna, Francoforte, Londra e la spagnola Liber), 16 nazionali (Anversa, Bucarest, Göteborg, Istanbul, Lisbona, Madrid, Napoli, Praga, Roma Riga, Salonicco, Sofia, Torino, Vienna, Vilnius), per un totale di 16 paesi. Nel 2019 sono state visitate da oltre 4,7 milioni di persone, per una superficie espositiva complessiva di quasi 500mila metri quadrati, e oltre 4mila eventi organizzati.

Il network si avvale anche del contributo di attori internazionali nel settore del libro e nella ricerca e innovazione quali la Federazione europea degli editori (FEP), la Foundation Germán Sánchez Ruipérez, il dipartimento di studi sul libro della Johannes Gutenberg University Mainz, Fondazione LIA e la Norwegian Publishers Association.

 

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Fonte: www.illibraio.it