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Alice Urciuolo: “Libri, poesie, film e serie che hanno ispirato il mio primo romanzo”

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Al primo anno d’università la professoressa di Letteratura Italiana ci chiese di scrivere su un bigliettino perché secondo noi le persone scrivano. Quella domanda mi gettò nel panico. Avevo sempre scritto, ma non mi ero mai davvero chiesta perché lo facessi, così avevo preso in prestito la risposta da un poeta che amavo molto, Edoardo Sanguineti: “uno scrive specialmente / perché un altro possa scrivere”. Adesso penso di aver risposto in maniera riduttiva, ma a quel verso di Sanguineti credo oggi come ci credevo allora.

Sono tantissimi i libri, i romanzi, che hanno ispirato e influenzato la nascita di Adorazione, che hanno contribuito a orientarne le scelte, l’immaginario, le domande. E così hanno fatto anche poesie, film e serie tv. Alcuni di questi riferimenti risalgono a molti anni fa, quando avevo appena iniziato il liceo.

Lettere a Milena di Franz Kafka è il libro che fra i classici citerei per primo, anche se non si tratta di un romanzo, ma di un epistolario. Kafka dice che Milena è il coltello con il quale ha frugato dentro sé stesso, e questo è evidente in ogni parola di ogni lettera contenuta nella raccolta. In Kafka c’è un’acutissima analisi dei sentimenti, e quello stesso grado di analisi, anche se con intenti e finalità totalmente diversi, l’ho ritrovato in un altro testo per me fondamentale: Madame Bovary di Gustave Flaubert, che naturalmente è anche un irraggiungibile modello di stile.

Gli altri libri che hanno ispirato la scrittura di Adorazione, invece, sono letture più recenti: Le ragazze di Emma Cline, La più amata di Teresa Ciabatti e Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli, che lessi uno dietro l’altro. Le ragazze per la declinazione del legame profondo tra morte e amore, La più amata per il racconto di quello che significa crescere in provincia, la volontà di provare a cogliere la propria immagine, a costruirne una nuova, a cercare di capire perché si è diventati le persone che siamo, e Atti osceni in luogo privato per il racconto intimo di un’educazione sentimentale e sessuale che procede tra scoperte, dolori, sbagli e felicità.

E infine, sempre in ordine di lettura, Troppi paradisi di Walter Siti e Le particelle elementari di Michel Houellebecq. Siti per la raffinatezza dello stile unita alla complessità dei sentimenti e della trama, Houellebecq per la sua indagine spietata e senza scampo dei rapporti umani.

Sopra ho nominato anche film e serie tv. Lavorando come sceneggiatrice, mi accorgo sempre di più di come nella mia esperienza il mondo della letteratura e il mondo del cinema si contaminino a vicenda: per me sono due cose in continuo scambio tra loro.

Quando scrivo sceneggiature ho spesso accanto ai riferimenti dei film e delle serie anche modelli letterari, e il contrario accade quando scrivo narrativa, quando mi è altrettanto necessario vedere la storia, costruire un “mood” e un’estetica. Per Adorazione un film su tutti è stato importante, e infatti è presente nel romanzo, Belle de jour di Buñuel, per il suo racconto dei risvolti oscuri del desiderio. E poi due serie tv: Sharp Objects (HBO), tratta dall’omonimo romanzo di Gillian Flynn, per il suo sguardo su quella che si potrebbe definire “femminilità tossica”, e Unbelievable (Netflix), che parla con complessità di violenza sessuale e squilibrio di genere.

Infine, ritorno alla poesia, di cui sono da sempre una grande lettrice. Ho aperto l’articolo citando un poeta, e lo chiudo citando una poetessa: Tracy K. Smith, di cui alcune poesie sono state tradotte e pubblicate in Italia da Black Coffee in Nuova Poesia Americana. Una sua splendida poesia, che parte dalla legna e dal “pollo stracotto” per arrivare a parlare di tutt’altro, è contenuta in Adorazione, e l’incontro con quella poesia sarà molto importante per uno dei miei personaggi, Vanessa. Perché è questo che fa la poesia, è questo che fa la letteratura. Uno scrive perché un altro possa scrivere, ma anche perché un altro possa capirsi, emozionarsi, uno scrive perché un altro possa cercare e trovare nuovi significati e nuove possibilità.

Adorazione Alice Urciuolo

L’AUTRICE E IL LIBRO – Alice Urciuolo (classe 1994) lavora come sceneggiatrice. È tra le autrici della serie di successo Skam Italia (Netflix, Tim Vision e Cross Productions) ed è attualmente impegnata nella scrittura di altri progetti per piattaforme internazionali. È nata in provincia di Latina, vive a Roma.

Adorazione, il suo primo romanzo, è un racconto di formazione, ed è ambientato nella sua terra: a Pontinia, piccolo centro di fondazione fascista nel mezzo dell’Agro Pontino, la giovane Elena è stata uccisa dal fidanzato. A distanza di un anno, i suoi amici sono ancora divisi tra il dolore di quel trauma e il bisogno di un’adolescenza normale. Nell’arco di un’estate infuocata, vissuta fra le architetture metafisiche di Latina e le sensuali dune di Sabaudia, e con Roma, la grande città, sullo sfondo, si intrecciano i loro destini. C’è Diana, con la sua grande voglia sulla gamba che la rende così insicura, e c’è la sua migliore amica Vera, che sembra invece non aver paura di niente. Ci sono Giorgio, il fratello di Vera, che era innamorato di Elena e non lo ha mai detto a nessuno, e Vanessa, che della ragazza assassinata era la migliore amica. Intorno a loro una comunità ancora regolata nel profondo da valori patriarcali perfettamente interiorizzati, una comunità dove le famiglie sono spesso tenute insieme solo dall’ipocrisia e dal silenzio. Le ragazze e i ragazzi dovranno così crescere, perdersi e ritrovarsi da soli. Faranno i conti con il vuoto e la passione, l’insicurezza e l’ansia, l’accettazione e l’affermazione di sé. La morte di Elena assumerà per ognuno un significato diverso, e per ognuno si sovrapporrà alla propria storia personale, a un’educazione sentimentale e sessuale fatta di estremi, in cui l’amore, la tenerezza e il desiderio si mescolano alla sopraffazione, all’umiliazione e alla vergogna.

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Fonte: www.illibraio.it