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“All’estero con il latino si lavora”: da Cambridge la storia di Lea Niccolai

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Come lei stessa ha raccontato al Corriere della Sera, che le ha dedicato un articolo, la passione per la classicità è arrivata in prima liceo classico, nel corso di una lezione su Seneca. Di tempo da allora ne è trascorso: ora Lea Niccolai, a 28 anni, dopo il diploma a Ostia e la doppia laurea alla Scuola Normale Superiore di Pisa (in Lettere Classiche e Orientalistica) è stata premiata con l’Hare Prize per la migliore tesi di dottorato di ricerca dall’università di Cambridge, dove dal 2019 è ricercatrice in Classics/Oriental Studies. La tesi diventerà anche un saggio.

La donna (che ama lo yoga, la musica e suona il piano e la chitarra) spiega al Corriere: “Certo, il mio amore per il latino mi ha stregata sin da adolescente, ma non avrei mai pensato di diventare una classicista. Ho avuto insegnanti bravissimi che mi hanno raccontato Virgilio, Orazio, Catullo e Seneca in un modo straordinario. Con loro mi si è aperto un universo”.

Animalista e vegana, Lea Niccolai ovviamente confessa anche tutto il suo amore per la lettura (non solo di classici) e aggiunge di non sentirsi un “cervello in fuga”: “Sono una ragazza che ama molto viaggiare, avere nuovi stimoli, conoscere culture diverse. Non fuggo, mi muovo per conoscere. Però ammetto che se avessi desiderato restare in Italia tutto per me sarebbe stato più difficile. Sono molto grata alla scuola pubblica italiana, dal liceo sino alla Normale. I miei connazionali che arrivano a Cambridge sono stimati per la loro cultura umanistica, che nel Regno Unito è molto apprezzata e aiuta a trovare lavoro“. Sì perché, a differenza che in Italia, Niccolai  sottolinea come oltremanica ci siano “molte aziende che apprezzano una formazione classica. Ci sono imprenditori che ritengono importante la flessibilità intellettuale che si conquista imparando le lettere antiche”.

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Fonte: www.illibraio.it