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Ciabatti, Trevi, Lagioia (in dubbio): le ultime sulla corsa al premio Strega 2021

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A inizio gennaio abbiamo raccolto le prime voci sui possibili candidati al Premio Strega 2021Indiscrezioni che trovano tutte conferma in un articolo del Corriere della Sera in cui viene annunciata la candidatura di Emanuele Trevi, di cui si vociferava negli ultimi giorni.

Trevi, da anni apprezzato da critica e lettori per i suoi testi ibridi, torna allo Strega con Due vite (Neri Pozza, che per l’occasione lo propone in una nuova edizione, nella collana Bloom), bel libro sull’amicizia, dedicato a due scrittori, entrambi venuti a mancare, a cui Trevi era particolarmente legato: Pia Pera (1956-2016) e Rocco Carbone (1962-2008). A presentare l’autore di Due vite, testo che si pone tra biografia, memoir e romanzo di formazione, è Francesco Piccolo, ex vincitore del premio (e di ex protagonisti al riconoscimento letterario italiano più ambito e discusso, in questo articolo ne citeremo diversi).

“Ci tengo a dire che trovo esaltante portare nel ‘giro grosso’ della narrativa una prosa mista come la mia, al di là del vincere o perdere“, ha spiegato Trevi al Corriere. E ha aggiunto: “Quello che mi piace dell’idea del premio è infilarsi in un meccanismo che produce durata. E questo della durata è un problema, anzi è ‘il problema’ mondiale della nostra civiltà letteraria: noi siamo in una cultura in cui tendiamo ad attribuire valore assoluto alla novità, tanto che oggi dura più un latticino di un libro (…). Il testo ha bisogno di un certo tempo, come ne ha bisogno un farmaco per rilasciare il medicinale. Io in realtà godo di un vantaggio, i miei libri si occupano di persone reali, di Amelia Rosselli e Cesare Garboli (Sogni e favole, Ponte alle Grazie, 2019), di Pier Paolo Pasolini (Qualcosa di scritto, Ponte alle Grazie, candidato allo Strega nel 2012) o di Pia e Rocco qui, e hanno più durata (ad esempio, un ragazzo che studia Pasolini può riprendere il mio testo), ma la narrativa, con questa ‘mancanza di durata’, è soggetta a un meccanismo di dispersione estrema“. Parole su cui meditare.

Dicevamo all’inizio che gli altri nomi dei probabili protagonisti (e, soprattutto, protagoniste) dell’edizione 2021 del premio romano e anticipati da ilLibraio.it al momento trovano tutti conferme.

A partire da un nome non a caso, quello di Teresa Ciabatti. Come Trevi, anche lei è già arrivata seconda al Ninfeo di Villa Giulia, nel 2017, con La più amata, dietro a Paolo Cognetti. Intervistata ieri da ilLibraio.it sul suo nuovo romanzo, Sembrava bellezza (Mondadori), la scrittrice, a una domanda sulle voci legate a un suo possibile ritorno allo Strega, ha risposto: “Per ora non credo sia il caso di progettare nulla. In generale penso che sia fondamentale vedere la reazione dei lettori, il modo in cui accoglieranno il romanzo dopo l’uscita. Se piacerà bene, altrimenti pazienza. La carriera di uno scrittore è fatta anche di tanti tentativi falliti. Sicuramente per me è importante andare ai premi con un libro che possa parlare, che possa avere delle risposte, che possa lasciare una traccia. Bisogna partecipare con un libro che ha forza… anche perché, se non ha forza, perché togliere il posto a qualcuno? Esistono anche gli altri“.

Bisogna considerare che la Mondadori non vince lo Strega ormai dal 2012 (quando si impose con Inseparabili: il fuoco amico dei ricordi di Alessandro Piperno): quest’anno il premio romano è uno degli obiettivi principali della casa editrice, c’è poco da girarci intorno.

Dal canto suo Neri Pozza non ha decisamente la forza di Segrate, ma il suo candidato può contare sulla stima di molti giurati.

Sia Trevi sia Ciabatti sono senza dubbio due tra i nomi che dovrebbero giocarsi la vittoria finale. Ma per fare previsioni più certe, restano ancora dei dubbi da chiarire.

In casa Einaudi (Torino) si fa da tempo il nome di Donatella Di Pietrantonio, che dopo aver ottenuto nel 2017 il Campiello con L’Arminuta, potrebbe puntare al premio romano con il seguito, Borgo sud (sempre Einaudi).

Ma in via Biancamano circola, come abbiamo anticipato, anche quello di un altro ex vincitore, Nicola Lagioia. L’attuale direttore del Salone del libro di Torino si è già imposto alla sua precedente partecipazione, nel 2015, con La ferocia. Inevitabilmente la sua presenza in gara, al momento né scontata né da escludere, riaprirebbe i giochi. La città dei vivi, opera di cui molto si è parlato, è tra l’altro giunta seconda nella classifica di qualità dei libri del 2020 de La Lettura, l’inserto del Corriere della Sera (per cui scrivono sia Trevi sia Ciabatti). Certo, un libro come quello di Lagioia potrebbe ambire anche al Campiello. Staremo a vedere…

A proposito di probabili ritorni allo Strega (e non dimentichiamo che proprio lo scorso anno Sandro Veronesi ha rivinto al Ninfeo di Villa Giulia con il Colibrì, dopo essersi già imposto con Caos Calmo nel 2006), come abbiamo scritto, sempre restando a Segrate, è probabile anche quello di un altro ex vincitore (con Canale Mussolini) che potrebbe tornare a dir la sua in gara: Antonio Pennacchi che, con La strada del mare (Mondadori), ha proseguito la saga della famiglia Peruzzi.

Restando al gruppo Mondadori, punta allo Strega la stessa Silvia Avallone, autrice per Rizzoli di Un’amicizia, che con il suo esordio del 2010 (Acciaio) vinse il Campiello Opera Prima (anche lei firma del Corsera).

Guandando oltre Segrate (che anche questa volta dovrà gestire molti pretendenti), ci sarà Antonella Lattanzi, scrittrice e sceneggiatrice, in libreria per HarperCollins Italia con Questo giorno che incombe.

In casa Ponte alle Grazie, editore presente in più occasioni al Ninfeo negli ultimi anni (e a un passo dalla vittoria proprio con Trevi), potrebbe arrivare la candidatura per Lisa Ginzburg, autrice di Cara pace e per Stefano Corbetta, autore de La forma del silenzio.

Dovrebbe esserci anche e/o, con Dopo la pioggia di Chiara Mezzalama, in uscita il 17 febbraio. Un libro attuale, sullo sfondo di una Roma stravolta dal cambiamento climatico: la protagonista è una donna che si trova ad affrontare la fine di un amore mentre cerca di tenere assieme la sua famiglia e ritrovare se stessa, in fuga dalla città, nel mezzo della natura. L’autrice, al terzo libro con la casa editrice di Elena Ferrante, vive a Parigi, collabora con l’istituto di cultura italiana e lavora come traduttrice.

Più di una presenza possibile anche per Bompiani, dove si parla di Aurelio Picca (Il più grande criminale di Roma è stato amico mio), Paolo Di Stefano (Noi), Loredana Lipperini (La notte si avvicina), Giulia Caminito (L’acqua del lago non è mai dolce) e Yari Selvetella (Le regole degli amanti). Certo non poche opzioni…

Proseguendo con gli altri possibili candidati, Giulio Perrone Editore potrebbe giocare la carta Paolo Zardi; dal canto suo 66thand2nd proporrebbe Alice Urciuolo, sceneggiatrice (Skam Italia) classe ’94 all’esordio nel romanzo (di formazione) con Adorazione (qui la sua riflessione scritta per ilLibraio.itndr); per Fandango potrebbe invece esserci Giulio Cavalli con Nuovissimo Testamento, ambientato nella stessa cittadina immaginaria di Carnaio. E per Manni potrebbe partecipare Fabio Guarnaccia, in uscita a febbraio con Mentre tutto cambia.

E vedremo quali scelte faranno FeltrinelliMarsilio e la stessa La Nave di Teseo (anche qui le opzioni non mancano, da Ermanno Cavazzoni ad autrici come Francesca SerafiniElena LoewenthalCarmen Pellegrino e Laura Pariani).

Da regolamento gli Amici della Domenica hanno tempo fino al 5 marzo per proporre le candidature allo Strega. Quel che è certo è che l’elenco di candidate e candidati è destinato a infoltirsi, e non poco.

 

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Fonte: www.illibraio.it