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Da “Il quaderno dell’amore perduto” a “Cambiare l’acqua ai fiori”: il successo di Valéry Perrin

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Al mare, in montagna, su una panchina, sotto l’ombra di un albero. Adagiati sulle ginocchia, riposti in una libreria, lasciati sul comodino vicino al letto. Accanto a una piantina fiorita, o vicino a un piatto colmo di dolci: sono letteralmente ovunque i libri di Valéry Perrin, autrice del bestseller Cambiare l’acqua ai fiori (e/o, traduzione di Alberto Bracci Testasecca), da mesi tra i primi posti nelle classifiche assieme al suo romanzo d’esordio, Il quaderno dell’amore perduto, pubblicato da Nord nel 2016 (nella traduzione di Giuseppe Maugeri), e tornato a sua volta protagonista sulla scia del successo del caso editoriale francese. Il merito di tutta questa fortuna? Semplice: il passaparola delle lettrici e dei lettori che hanno letto e amato i suoi libri e che, di conseguenza, non hanno potuto fare a meno di condividerli e di consigliarli.

Cambiare l’acqua ai fiori: parola ai lettori

I social, si sa, sono diventati una fonte d’informazione e di ispirazione. In particolare per i libri, Instagram è un canale prezioso, che offre una vasta quantità di commenti e recensioni – da quelle più agili, a quelle più elaborate -, attraverso le quali molti orientano le proprie scelte di lettura (del trend dei bookinfluencer abbiamo ampiamente parlato qui). Sentiamole allora un po’ meglio, le parole di chi ha letto Cambiare l’acqua ai fiori.

“Questo romanzo spiazza, perché riesce a creare luce dove c’è solo buio e lo fa raccontando una storia drammatica e dolorosa, dalla narrazione avvincente e dai personaggi perfettamente contestualizzati”. – Libriamociblog

“C’è un motivo se alcuni libri conquistano ogni lettore: sono incantevoli. Struggenti, appassionanti, entrano sotto la pelle, oltre che nella testa e nel cuore. Il romanzo di Valérie Perrin è uno di questi”. Elisa Impiduglia.

“La storia di Violette è una storia emozionante, che vi farà ridere e piangere ma merita di essere letta, merita almeno una possibilità, e come tutti i libri ad alto carico emotivo non è un libro facile, ha bisogno di tempo (e pagine) per aprirsi con il suo lettore”. Andrea Bassano

“Assolutamente da leggere, straconsigliato. Tocca dei temi che mi stanno molto a cuore, nonostante sia un libro parecchio drammatico ha comunque delle note gialle e di mistero. Solo alla fine si uniranno tutti i tasselli e la verità verrà a galla! Il mio voto 5/5”. Una bionda tanti libri

Cambiare l’acqua ai fiori: la trama

Nella sinossi, la protagonista del romanzo di Valérie Perrin viene paragonata a Renée, memorabile personaggio de L’eleganza del riccio, ve la ricordate? Come la portinaia del libro di Muriel Barbery, infatti, anche Violette Toussaint nasconde un carattere forte e deciso dietro un aspetto apparentemente sciatto e trascurato.

Cresciuta senza famiglia perché abbandonata fin da piccola, Violette è il guardiano del cimitero di una cittadina della Borgogna, ed è proprio il suo mestiere a renderla una persona “diversa” agli occhi del mondo che la circonda. Il suo lavoro, bollato da tutti come deprimente e macabro, in realtà ha qualcosa di estremamente misterioso e dolce. Quando la gente si reca al cimitero per rendere visita ai propri cari, Violette riesce sempre a spendere una parola gentile, per confortarli e infondere loro un po’ di gioia. La donna rivela quindi un cuore grande e un animo solare, capace di affascinare chiunque la incontri.

Un giorno un poliziotto arrivato da Marsiglia si presenta con una strana richiesta: sua madre, recentemente scomparsa, ha espresso la volontà di essere sepolta in quel lontano paesino nella tomba di uno sconosciuto signore del posto. Da quel momento le cose prendono una piega inattesa, emergono legami fino allora taciuti tra vivi e morti e certe anime, che parevano nere, si rivelano luminose.

Così la storia di Violette si intreccia con quella di tanti altri, dando vita a una narrazione caleidoscopica, ricca e coinvolgente, che riesce a passare dai toni dolorosi e drammatici a quelli più teneri e comici.

Chi è Valérie Perrin

Certo non se l’aspettava, Valérie Perrin, tutto il successo riscosso in questo ultimo anno – con Cambiare l’acqua ai fiori ha anche vinto il Prix Maison de la presse, il Prix Jules-Renard e il Prix des lecteurs du Livre de poche.

Francese, originaria di Gueugnon, 53 anni, la scrittrice ha avuto una vita ricca di esperienze: è stata commessa, segretaria, addetta di call center ed estetista. Poi ha lavorato per anni nel mondo del cinema come fotografa di scena delle più importanti produzioni cinematografiche. Accanto a lei un partner d’eccellenza, trent’anni più grande: il regista Claude Lelouche, tra i padri della Nouvelle Vague, conosciuto nel 2007, con cui ha collaborato alla stesura di molte sceneggiature prima di affermarsi come autrice.

A Repubblica Perrin ha raccontato com’è nata la sua passione per la scrittura: “Il primo romanzo, Il quaderno dell’amore perduto, l’ho covato per quindici anni. Solo che non era mai il momento di scriverlo. I figli erano piccoli, lavoravo tanto. Poi ho conosciuto Claude Lelouch, stravolgendo la mia vita. Ed è durante la preparazione di un film con Johnny Hallyday che mi è venuta voglia di riprendere quel romanzo nel cassetto. Il cinema mi ha aiutata. Scrivo per scene, lavoro molto i dialoghi. Ho inviato il manoscritto all’editore, e tutto è successo in fretta…”.

Il quaderno dell’amore perduto

Come detto all’inizio, Perrin non è solo in classifica con Cambiare l’acqua ai fiori, ma anche con il suo debutto, Il quaderno dell’amore perduto: “una bella doppietta, ancora più clamorosa per un’autrice che perfino tanti lettori forti non avevano mai sentito nominare, fino a poco tempo fa”, scrive Repubblica.

L’esordio della scrittrice francese è incentrato sulla vita di Justine, un ragazzo che, dopo la morte dei genitori, ha scelto di vivere a Milly – un paesino di cinquecento anime nel cuore della Francia – e di rifugiarsi in un lavoro sicuro come assistente in una casa di riposo. Ed è proprio lì, alle Ortensie, che Justine conosce Hélène.

Arrivata al capitolo conclusivo di un’esistenza affrontata con passione e coraggio, Hélène racconta a Justine la storia del suo grande amore, un amore spezzato dalla furia della guerra e nutrito dalla forza della speranza. Per Justine, salvare quei ricordi – quell’amore – dalle nebbie del tempo diventa quasi una missione. Così compra un quaderno azzurro in cui riporta ogni parola di Hélène e, mentre le pagine si riempiono del passato, Justine inizia a guardare al presente con occhi diversi. Forse il tempo di ascoltare i racconti degli altri è finito, ed è ora di sperimentare l’amore sulla propria pelle.

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Fonte: www.illibraio.it