Acquista Online

Esercitiamo sempre il pensiero critico, soprattutto in rete

Print Friendly, PDF & Email
image_pdfimage_print

Non possiamo permetterci di essere ingenui. Neanche, o soprattutto, in rete. Se da una parte è innegabile che internet ha reso più facili le nostre vite, sebbene forse sarebbe meglio dire più comode, dall’altra è altrettanto vero che questa comodità ha un costo, un prezzo che non sempre valutiamo se vale la pena di pagare. Mi riferisco, ad esempio, alle tante informazioni che di noi, più o meno consapevolmente, concediamo alla rete.

Le nostre comunicazioni passano dalla rete tramite le mail, la messaggistica istantanea sia scritta sia vocale, le chiamate, le videochat.

Le nostre indagini vengono effettuate in rete grazie ai diversi motori di ricerca.

I nostri passatempi e divertimenti passano dalla rete, pensiamo alle piattaforme di film e serie tv, a Youtube, ai videogiochi. I nostri acquisti avvengono grazie alla rete, non solo nei siti di ecommerce, ma anche nei negozi fisici con le transazioni elettroniche quali pos e carte di credito.

Il nostro stesso racconto personale si svolge in rete nei diversi social che abitiamo.

È veramente difficile pensare a un atto quotidiano che non abbia un aspetto digitale, che significa, fra le altre cose, che non sia tracciabile. Non si tratta di abbracciare una tentazione paranoica, cercando inquisitori e persecutori in ogni dove presupponendo costanti secondi fini da parte degli altri, ma di tenere presente che la situazione in cui ci troviamo non è neutra e che potrebbero esserci delle conseguenze.

Più di uno studioso ha provato a metterci in guardia e ad aprirci gli occhi. Lo ha fatto Byung-Chul Han, filosofo sudcoreano, nel suo interessante saggio Psicopolitica (Nottetempo).

Han ha evidenziato come il potere oggi non abbia più bisogno di spie e tantomeno di torture: il nuovo potere tecnocratico si sottrae dalla visibilità e si nasconde nella libertà, preferisce offrire piuttosto che vietare. Non ha infatti più bisogno di estorcere informazioni da noi, gli basta solo invitarci a condividerle per poi organizzarle e sistematizzarle.

Anche il sociologo Zygmunt Bauman lo ha fatto richiamandoci quanto in Internet si viva in una bolla: una volta riconosciuti i nostri gusti gli algoritmi continuano a proporci solo ciò che ci piace, che sia una serie tv o una convinzione religiosa o politica non fa nessuna differenza. In questo modo, ci avvertiva Bauman, non incontreremo più il diverso e non saremo neanche più in grado di rendere ragione della nostre convinzioni, visto che ci rapporteremo solo con chi la pensa esattamente come noi.

Eppure noi continuiamo a fornire i nostri dati per giochini che suonano come “Che tipo di verdura sei?” e con la stessa leggerezza abbiamo partecipato alla “Ten Years Challenge” postando le nostre foto sui social senza neanche sospettare che stavamo istruendo i sistemi di riconoscimento facciale fornendo indicazioni di come invecchiano i volti umano con il tempo. Certo che noi adulti ci lamentiamo degli atteggiamenti dei più giovani in rete, ma poi non è che ci comportiamo con maggior saggezza…

Per non essere manipolabili, però, non basta solo la prudenza per quanto riguarda l’esposizione in rete: per questo sarebbe già sufficiente ricordarsi che ogni nostra attività è tracciata e profilata e nel contempo considerare sempre preziosi i nostri dati personali, anche i più apparentemente insignificanti, prima di svenderli via per niente o per poco. È necessario anche possedere un pensiero critico allenato, in grado di chiedersi se ciò che ci viene proposto è credibile, se è vero, se è davvero così. Un pensiero critico, non emozioni facilmente suscitabili da chiunque. Sempre Han scriveva che “la massa indignata di oggi è oltremodo superficiale e distratta”. Il potere tecnocratico ci vuole infatti altamente emozionabili: facili a scandalizzarci e indignarci, pronti a reagire e a scattare senza neanche un processo di verifica della fonte di una notizia e della sua affidabilità. Ci vuole farciti di emozioni come un bignè, ma poveri di pensiero.

Il pensiero critico, da esercitare sempre e in ogni ambito, si nutre di cultura, si sviluppa a scuola e cresce con la lettura. Per questo da sempre i libri hanno fatto paura al potere, perché rendono gli uomini meno suscettibili e plasmabili, perché suscitano domande e propongono risposte.

Conviene ricordarcelo, finché siamo in tempo, prima che gli scenari distopici di certi libri si realizzino pienamente. In fondo, non sono poi così lontani da noi.

MYRA SA TUTTO ballerini

L’AUTORE E IL SUO NUOVO LIBRO – Luigi Ballerini (qui le sue riflessioni pubblicate da ilLibraio.it) è psicoanalista, giornalista e autore per adulti e per ragazzi. Nel 2014 ha vinto il premio Andersen per il miglior libro età 9-12 anni con La Signorina Euforbia.

Per Il Castoro ha pubblicato Io sono Zero, Premio Bancarellino 2016, seguito poi dalla pubblicazione di Imperfetti e Torna da me. I suoi romanzi, pubblicati anche all’estero, affrontano tematiche legate al mondo attuale attraverso narrazioni distopiche che sanno intercettare le urgenze dei ragazzi di oggi soprattutto in relazione al rapporto tra realtà virtuale e reale, l’evoluzione del loro linguaggio e immaginario, l’impatto della tecnologia sulla loro vita quotidiana e sulle relazioni con se stessi e con il mondo.

E veniamo a Myra sa tutto, il nuovo libro: nel mondo di Ale e Vera non c’è bisogno di affannarsi per trovare risposte alle domande: Myra, il sistema operativo integrato nella vita di ogni cittadino, ti conosce bene e sa cosa è meglio per te. Basta chiedere. E infatti Ale e Vera si incontrano proprio grazie a lei. Ma qualcosa non quadra, e Vera lo sa: si può vivere sotto l’occhio costante del sistema, nella totale condivisione social della propria vita? A cosa stanno rinunciando? Ale, Vera e un gruppo di altri ragazzi tentano la strada più dura: scegliere da soli, risvegliare le coscienze. È difficile non farsi scoprire, ma ne vale la pena: la libertà è un’avventura piena di storie, emozioni, sfide. Ma è anche piena di pericoli, soprattutto se il nemico è molto più vicino del previsto. Ribellarsi ha un costo molto alto. Saranno disposti a pagarlo?

 

The post Esercitiamo sempre il pensiero critico, soprattutto in rete appeared first on Il Libraio.

Fonte: www.illibraio.it