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Essere donna in Giappone: alla scoperta di “Seni e Uova” di Mieko Kawakami

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Un’aspirante scrittrice, sua sorella maggiore e la nipote sono al centro di Seni e Uova, il romanzo rivelazione della scrittrice giapponese Mieko Kawakami pubblicato in Italia da Edizioni e/o nella traduzione di Gianluca Coci che ha fatto molto parlare in Giappone, dov’è stato apprezzato da scrittori del calibro di Haruki Murakami e ha infastidito gli ultraconservatori.

Le vicende narrate si svolgono tra l’inizio degli anni Duemila e oggi e si fanno specchio della vita delle donne in Giappone, affrontando temi senza tempo, come l’arrivo delle mestruazioni e il rapporto con il proprio corpo, la maternità, la malattia, il sesso. Il tutto filtrato dallo sguardo dell’aspirante scrittrice Natsuko.

seni e uova

Con Seni e Uova, che ha vinto il premio Akutagawa, prestigioso premio letterario nipponico, Mieko Kawakami ci catapulta in una quotidianità giapponese ancora legata al patriarcato e ostile alle donne.

Un altro aspetto affrontato più volte nell’opera è quello del denaro: l’opera si apre proprio con una riflessione della protagonista, Natsuko, sulla correlazione tra ricchezza e numero di finestre presenti nella propria casa.

La povertà, o comunque la mancanza di denaro, condiziona la vita delle donne che si incontrano nella narrazione. Non solo quelle di Natsuko e della sorella, che nella prima parte del libro arriva a Tokyo in cerca di un’operazione per rifarsi il seno che sia accessibile economicamente, ma anche di colleghe e conoscenti, che in alcuni casi si rassegnano perfino a vivere con mariti che disprezzano solo per garantirsi un minimo di stabilità economica.

Natsuko è stata cresciuta in povertà dalla mamma divorziata e dalla nonna e poi, dopo la morte di entrambe, dalla sorella. Sia Natsuko sia la sorella hanno iniziato a lavorare da giovanissime e la seconda, nonostante sia ormai una donna adulta con una figlia, fa ancora la hostess in un locale notturno. Natsuko ha potuto studiare grazie a dei prestiti ma, nonostante ciò, si arrabatta tra lavori part-time e scrittura. 

Pur alle prese con le difficoltà economiche, la solitudine e le scelte a cui vengono messe di fronte, le protagoniste di Seni e Uova riescono sempre a ritrovare il sorriso e a ridere anche delle loro sventure. Intervistata da Sette del Corriere della Sera, Mieko Kawakami ha svelato che il romanzo è molto autobiografico e che, ad accomunarla alle tre protagoniste, c’è “la forza di saper piangere e ridere allo stesso tempo”. 

Mieko Kawakami

Un tratto che la scrittrice racconta trarre radici dalla città di Osaka, di cui sia lei sia le sue protagoniste sono originarie. Ma le somiglianze tra Natsuko e Mieko Kawakami non si fermano qui: l’autrice, come la sua protagonista, vive da quasi vent’anni a Tokyo, è stata cresciuta dalla madre in una situazione di precarietà economica e ha iniziato a lavorare a quattordici anni, prima in una fabbrica e poi come hostess.

Seni e Uova è un Bildungsroman al femminile che richiama lo stile asciutto e allo stesso tempo intimo de L’idiota di Elif Batuman (Einaudi, tradizione di Martina Testa). Ma è anche un’opera che riflette intensamente sull’abitare il corpo di una donna e sulla maternità: nella prima parte del libro la nipote di Natsuko diventa afona perché in conflitto con la madre; nella seconda sezione Natsuko vuole diventare madre tramite la fecondazione assistita per via della sua mancanza di interesse nei confronti del sesso.

Seni e Uova è anche un romanzo che raccoglie le vicende di un gruppo di donne provenienti da diverse situazioni. Ogni donna citata, infatti, ha una storia che si srotola nel corso del romanzo per rivelare la condizione femminile in Giappone: dalle mogli sottomesse al marito, a delle giovanissime hostess che si prostituiscono, passando per una serie di notizie riguardanti femminicidi e violenze.

A proposito delle costrizioni imposte alle donne, Mieko Kawakami nel corso della stessa intervista ha sottolineato: “Noi donne giapponesi non possiamo acquistare liberamente pillole contraccettive in farmacia e quando ci sposiamo prendiamo in automatico il cognome dell’uomo”.

Uomini che sono quasi del tutto assenti nel romanzo: se non per qualche eccezione si presentano sotto forma di fantasmi che riaffiorano dal passato o di figure grottesche e oscene.

Seni e Uova non è un romanzo femminista nel senso stretto del termine, quasi nessuna delle sue protagoniste si definirebbe una femminista, ma Natsuko si occupa di raccontare e quindi valorizzare, se non addirittura sublimare, le storie delle donne che la circondano. Perché, come ha affermato Kawakami al Guardian, “le donne non si accontentano più di stare zitte”.

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Fonte: www.illibraio.it