Mercoledì 5 agosto ore 19,30 da Liberrima nel cortile all’aperto

Alessandro Barbano

presenta il suo libro

La visione. Una proposta politica per cambiare l’Italia

Mondadori editore

dialogano con l’autore

On. Sergio Pizzolante

On. Biagio Marzo

 

IL LIBRO

C’è un luogo comune che si fatto strada e oggi circola liberamente nella nostra società e cioè che non serva la politica, quella con la P maiuscola, per uscire dalle crisi. Tuttavia l’emergenza coronavirus lo ha smentito con chiarezza. Come rileva Alessandro Barbano in questo libro, la lotta alla pandemia ha enfatizzato ovunque lo scontro tra due visioni alternative del mondo, l’isolamento nazionalista e la solidarietà globale, e le relative strategie. In Italia in particolare la polarizzazione del quadro politico, con una destra sovranista che tutto semplifica e una sinistra frantumata ancora alla ricerca di un’identità ha imposto, per dirla con le parole dell’autore, una visione virologica della crisi, in cui la classe dirigente ha abdicato alla sua funzione di filtro delle decisioni. In questo scenario paludoso, in cui tanto la maggioranza quanto l’opposizione condividono una strategia di stabilizzazione in chiave bipolare, Barbano si chiede se esista lo spazio per un riformismo alternativo capace di sanare la frattura che si creata fra libertà e responsabilità, uno spazio dove recuperare la complessità del reale che il populismo e un certo giornalismo d’assalto mirano a banalizzare. La risposta è si ed è questa “visione” a delineare una nuova prospettiva in grado di cambiare il nostro Paese. Lo chiamano “terzo polo” o “idea di centro”. Consiste nel rilancio di un compromesso fra tre culture, quella liberale, quella popolare e quella socialista, declinate in una nuova forma di rappresentatività che sappia dare risposte complesse ma credibili a problemi specifici. Si tratta di quesiti chiave per la nostra democrazia che investono, per esempio, il rapporto con l’Europa, le politiche economiche e in particolare il debito pubblico; la riforma della legge elettorale e il finanziamento dei partiti; la ricostituzione di una corretta intermediazione tra cittadini e governanti, riagganciando la delega alla competenza; la riforma della giustizia; il rapporto con le altre culture e la gestione dei migranti; la rivalutazione del merito in ambito non solo scolastico. E’ una visione alternativa alla destra e alla sinistra, estranea ai vecchi contenitori e autonoma rispetto alle future alleanze; capace di chiamare alla responsabilità una leadership autorevole e un quadro dirigente plurale, e di attuare scelte ispirate a una visione strategica e non solo tattica. Una prospettiva che si riconosce nel dialogo e nella sintesi tra la cultura liberale, la cultura cattolica e la cultura riformista, perchè nessuna di queste, presa singolarmente, è più sufficiente.

L’AUTORE

Alessandro Barbano (Lecce, 26 luglio 1961) è un giornalista, saggista e docente italiano.

Inizia a collaborare quando è ancora minorenne al Quotidiano di Lecce, per poi iniziare una collaborazione con La Gazzetta dello Sport fino al 1987; divenne giornalista professionista nel 1984 e si la laurea in giurisprudenza; nel 1993 Zavoli lo chiama al Mattino e in seguito passa al Messaggero dove ricopre incarichi di crescente responsabilità fino a quello di vicedirettore.

È autore di saggi prevalentemente dedicati al giornalismo: Professionisti del dubbio (1997), L’Italia dei giornali fotocopia (2003), Degenerazioni (2007) e Dove andremo a finire (2010).

Diventa direttore del quotidiano Il Mattino dal 10 dicembre 2012 al 2 giugno 2018. Nel 2012 ha pubblicato il Manuale del giornalismo, scritto in collaborazione con Vincenzo Sassu, nel quale esamina quasi tutti gli aspetti di maggior controversia e di sfida alla professione giornalistica contemporanea, con particolare attenzione ai social media e al giornalismo partecipativo, anche in chiave comparativa fra la situazione italiana e le principali altre in giro per il mondo. Non manca una critica al cosiddetto “retroscenismo”, spesso utilizzato per presentare come approfondimento politico ciò che nei fatti è sostanzialmente gossip.

Torna al Mattino lasciando l’incarico di vicedirettore de Il Messaggero che aveva già ricoperto anche al Nuovo quotidiano di Puglia, mentre ha scritto per Il Quotidiano di Lecce, per La Gazzetta dello Sport e per La Gazzetta del Mezzogiorno. Il 2 giugno 2018 lascia la direzione del quotidiano Il Mattino.

È docente a contratto di giornalismo politico ed economico a La Sapienza, dopo esperienze all’Università degli Studi del Molise e alla Link Campus University.

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