Anche quest’anno Liberrima è la libreria ufficiale del festival Conversazioni sul Futuro che da giovedì 24 a domenica 27 ottobre proporrà a Lecce circa 100 appuntamenti in una trentina di luoghi con quasi 250 ospiti coinvolti.

Organizzato dall’associazione Diffondiamo Idee di Valore, con il coordinamento artistico di Gabriella Morelli, in collaborazione con numerose realtà pugliesi e nazionali, il festival cerca di raccontare con pluralità di argomenti, linguaggi e punti di vista il mondo contemporaneo e quello che verrà.

Il programma completo sul sito www.conversazionisulfuturo.it

Vi segnaliamo, tra gli altri, gli appuntamenti da Liberrima:

Venerdì 25 ottobre (ore 18,30 – ingresso libero)  appuntamento con la doppia presentazione di

Diventare Don Giovanni, viaggio in Europa sulle tracce del grande seduttore” di Marino Niola (Bompiani)

Sirene. La seduzione dall’antichità ad oggi” di Elisabetta Moro (Il Mulino).

Diventare Don Giovanni, viaggio in Europa sulle tracce del grande seduttore
Chi è don Giovanni, e chi è don Giovanni oggi? Questo libro si mette sulla scia del più grande seduttore di tutti i tempi, ne ricostruisce le gesta da Siviglia, sua città natale, a Praga, teatro della prima rappresentazione dell’opera di Mozart. A ogni tappa una mossa. Don Giovanni è molto di più del personaggio raccontato da letteratura, teatro e musica, il donnaiolo libertino insofferente a qualsiasi regola, che si prende gioco dei valori più sacri sovvertendo le regole della morale comune. Don Giovanni è una condizione dello spirito, incarna le nostre paure e contraddizioni più profonde. Per questa ragione non è mai scomparso del tutto dall’immaginario collettivo. E il suo mito è più che mai vivo nella nostra società dove app di incontri e speed date trasformano gli utenti in tanti dongiovanni impegnati a collezionare relazioni usa e getta, in una bulimia desiderante senza precedenti. E se don Giovanni seduce indiscriminatamente ogni donna che incontra sul suo cammino, il dongiovanni social è unisex. E insegue l’ebbrezza della sex list, da spuntare e subito dimenticare. In un tempo di narcisismo di massa la seduzione segue regole diverse: il catalogo cede il passo all’algoritmo che ottimizza la conquista.

 

Sirene. La seduzione dall’antichità ad oggi

Dal mare color del vino del racconto omerico sono migrate per giungere fino a noi, saltando come delfini da un genere all’altro, risalendo le correnti della rappresentazione, dall’oralità alla scrittura, dalla poesia alla pittura, dal cinema alla televisione, dall’analogico al digitale. Sono le sirene, che nel corso del loro viaggio interminato e interminabile hanno cambiato più volte sembiante. E continuano ad affiorare alla superficie della contemporaneità dai gorghi del nostro immaginario proprio perché restano i simboli della fluidità dell’essere. Il canto delle sirene ci seduce come la voce dell’amante natura che sembra volerci parlare, per poi voltarci le spalle incompresa. E tornare a inabissarsi nel suo mistero.

 

 

Sabato 26 ottobre (ore 18 – ingresso libero)

Gusto Liberrima ospita “La sostenibile leggerezza del vino” con Tiziano Gaia (direttore del comitato scientifico del WiMu – Museo del Vino a Barolo e autore di “Stappato. Un astemio alla corte di Re Carlo”, Baldini+Castoldi)Alfredo Polito (la Repubblica – Sapori).

Tiziano Gaia è nato a Torino nel 1975 e ha vissuto a Castellinaldo (Cuneo), il paese di cui è originaria la famiglia. A lungo responsabile delle pubblicazioni enologiche del movimento Slow Food, è direttore del comitato scientifico del WiMu, il Museo del Vino a Barolo, e collabora con la rivista internazionale «Decanter». È autore e regista di documentari, tra cui Barolo Boys. Storia di una rivoluzione e Itaca nel Sole. Cercando Gian Piero Motti. Ha pubblicato Puoi chiamarmi fratello (2011), Di vigna in vigna (2015) e “Stappato. Un astemio alla corte di Re Carlo” (2019).

«Al termine della prima settimana, seicento assaggi avevano già azzerato ogni mia volontà di capirci ancora qualcosa. In quattro, cinque giorni mi spazzolavo la storia del Barolo o dell’Amarone, pretendendo anche di giudicarla. Era come stilare la classifica dei migliori film della stagione, fermandosi ai titoli di testa. Il mio spettacolo non andava mai oltre l’unghia del bicchiere. E seduti di fronte a me, non vedevo più colleghi e collaboratori, ma polli da batteria, costretti a beccare senza sosta.» Con tono schietto e pungente, Tiziano Gaia ci conduce nel mondo dei vini e di chi li degusta per professione, alternando autobiografia, coloriti aneddoti, curiose disquisizioni tecniche e riflessioni sulla spettacolarizzazione dell’enogastronomia. La sua esperienza da «paura e delirio a Slow Food» sotto l’egida del carismatico fondatore, gli anni di coinvolgente apprendistato, la descrizione della giornata-tipo in veste di degustatore per “Vini d’Italia”, una maratona di un centinaio di assaggi quotidiani per tre mesi l’anno, fino ai vividi ritratti delle figure più importanti della viticoltura italiana, l’ascesa del Barolo, i riti contadini e i costumi delle Langhe, tra balòn e partite a tressette, il tartufo e lo storico mercato delle uve di Alba. Un dissacrante «dietro le quinte» della critica enologica e una storia del vino raccontata in modo originale e sagace, incentrata sulla sua trasformazione in bene voluttuario, spogliato della funzione di bene primario e dunque potenzialmente inutile, ma a cui l’autore riconosce la capacità di cavalcare o addirittura anticipare i cambiamenti socio-culturali del nostro tempo.

Ingresso libero fino a esaurimento posti

Domenica 27 ottobre (ore 10:30 – ingresso libero)

Riccardo Cucchi presenterà il suo volume “Radiogol: trentacinque anni di calcio minuto per minuto” (Il Saggiatore). Il giornalista, voce storica di Tutto il calcio minuto per minuto, dialoga con Danilo Siciliano (giornalista).

La voce di Riccardo Cucchi è stata il cuore di ogni domenica per circa trent’anni. Dalla sua postazione appartata, isolata in mezzo alla folla formicolante sulle tribune, ha riempito i nostri pomeriggi di emozioni narrando da testimone diretto decine di campionati, centinaia di partite, migliaia di minuti di calcio. In una notte d’estate ha gridato per quattro volte «Campioni del mondo», ed è iniziata la festa di tutti, da Berlino alle piazze di paesi e città dell’Italia intera. Attraverso il suo microfono ha accompagnato vittorie impossibili da dimenticare: la Champions League dell’Inter, lo scudetto travolgente della Roma, quello del riscatto bianconero nel 2012.

Il segreto della sua voce è un paradosso: l’equilibrio perfetto tra passione ed eleganza, entusiasmo e riservatezza. Ecco perché Riccardo Cucchi ha confessato di essere un tifoso biancoceleste soltanto al termine dell’ultima radiocronaca, quando è stato abbracciato dal pubblico di San Siro come si fa con i grandi campioni e i grandi amici. Ed ecco perché diciassette anni prima, mentre annunciava lo scudetto della sua squadra, lo ha tradito una vibrazione sottile, una palpitazione che in pochi hanno saputo percepire fra le pieghe del suo annuncio: «Sono le 18 e 4 minuti del 14 maggio 2000, la Lazio è campione d’Italia!».

Oggi la voce che ha trasformato quegli attimi in racconto radiofonico, dando vita a una piccola epica dell’istante, abbandona il microfono e si riversa in un libro, ancora entusiasmante, ancora più intimo. Un libro che ci mostra come, a televisione spenta, la radio sappia trasformare lo sport in parola, ritmo, narrazione: perché la radio è il mondo, come lo immaginiamo noi. Radiogol è un memoir in cui scorrono trentacinque anni di calcio perduto e ritrovato e un autentico atto d’amore per la radio e i suoi protagonisti, da Enrico Ameri a Sandro Ciotti. Attraverso le sfide a cui ha assistito in prima persona, i ricordi di un’infanzia trasognata e gli incontri con fuoriclasse come Carlo Ancelotti, i fratelli Abbagnale e Diego Armando Maradona, Riccardo Cucchi ci sintonizza su un’epoca e un calcio che sono parte di noi. Minuto per minuto.

Riccardo Cucchi è un giornalista, conduttore e radiocronista italiano. È stato una delle voci di Tutto il calcio minuto per minuto per più di trent’anni. Per la Rai ha seguito otto Olimpiadi e sette Mondiali di calcio

Il programma completo sul sito www.conversazionisulfuturo.it