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Identità digitale e ragazzi, tra insidie e modi condivisi di ri-scoprire la Rete

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Secondo una ricerca del 2019 del Common Sense Media, no-profit che studia le abitudini dei più giovani, il tempo che questi trascorrono online sarebbe raddoppiato negli ultimi quattro anni. Anche se fa riflettere, dubito che questo dato ci colga troppo di sorpresa e anzi la stessa ricerca, se condotta nel 2020, probabilmente mostrerebbe un ulteriore aumento. Specie considerando l’imprevisto del lockdown, che ha costretto bambini e ragazzi a rivedere e reinventare le interazioni sociali, scuola e relazioni coi coetanei in primis. Durante il lockdown, per molti di loro internet è diventato essenziale da un giorno all’altro. O lo era già da prima?

Internet e i social hanno drasticamente modificato la vita domestica negli ultimi anni, portando il mondo esterno tra le mura di casa. Oggi i giovani (e non solo) non si sganciano mai realmente da ciò che accade nel mondo virtuale, nemmeno quando si trovano nei cosiddetti luoghi protetti.

L’Organizzazione Mondiale della Salute ha affrontato il tema del tempo trascorso online dai ragazzi pubblicando delle linee guida su quanto spesso i genitori dovrebbero impedire l’accesso ai dispositivi. Ma i ragazzi ricevono continui messaggi contraddittori dagli adulti che, se da una parte cercano di limitare il tempo che i figli trascorrono in rete, dall’altra frappongono spesso uno schermo tra loro e i ragazzi, rifugiandosi (per stanchezza o per dovere) nelle chat e sui social con la scusa che quelle sono cose di lavoro, di relazioni, insomma cose “importanti” – una discriminante che i più giovani difficilmente accettano. Internet fa parte delle loro vite dalla nascita, e lo considerano un patrimonio nonché un diritto.
Come utilizzarlo può fare la differenza.

Su YouTube (e non solo) sono caricati migliaia di tutorial che insegnano pressoché di tutto, dal suonare uno strumento al costruire manualmente, da una lingua straniera a uno sport. È possibile accedere a podcast, audiolibri e a diverse attività che sviluppano creatività, pensiero critico e nuove competenze cognitive. Non c’è nulla di sbagliato a utilizzare internet a scopi ludici, però si potrebbe fare un passo in avanti stimolando la curiosità già da piccoli verso uno strumento dalle potenzialità praticamente infinite.

Più complesso e sfaccettato è il passaggio dalla fruizione quasi passiva all’interazione sui social, dove l’utente crea e gestisce un proprio profilo. Con tutto quello che comporta sia in termini positivi – c’è un’intera generazione trasversale di “introversi” che ha trovato con internet un modo di esprimersi, anche in forme artistiche – che negativi, vedi il fenomeno del cyberbullismo.

L’età di accesso ai social si è abbassata, grazie anche a media come TikTok, e il rischio è che i giovanissimi ci entrino senza conoscerne le insidie. Oggi più che mai i ragazzi – e se è per questo anche gli adulti – hanno bisogno di difendere sé stessi e la propria immagine: sappiamo bene quanto si possa venire danneggiati da una semplice ripresa video fatta con lo smartphone che diventa meme e viaggia viralmente nella Rete. A questo scenario si può sommare il senso di frustrazione legato alla competitività creata dai social che, spesso, non rappresentano la realtà ma una sua propaggine – più bella, più ricca e cool – dando l’impressione a molti di essere dei perdenti in confronto all’amica/o e all’influencer di turno, e ad altrettanti l’illusione di rappresentarsi mettendo in luce solo gli aspetti desiderati della realtà.
La distanza tra la percezione reale di sé e la sua rappresentazione è uno di temi di Snow Black.

La protagonista del romanzo, una quattordicenne che si autodefinisce la detective più famosa del web, si “sveglia” intrappolata nella Rete. Da un momento all’altro, capisce di essere un fantasma che, anziché le case, infesta internet. Ma che razza di fantasma prova emozioni, pensa con la propria testa ed esprime opinioni? Snow Black, che non ricorda nulla di sé e della sua vita se non quello che trova online, si sente distante dalla se stessa dei video – e qui si crea la scissione tra personaggio e persona. Questa è una delle tematiche più calde degli ultimi tempi; e se il lockdown sembrava poter scardinare alcune apparenze, a conti fatti ha soprattutto evidenziato i divari sociali.

Credo che i post-millennial siano parecchio avanti in fatto di competenze ma che scarseggino, per mancanza di esperienza, di alcuni strumenti in grado di tutelarli. Se abituati fin da bambini a sfruttare internet come una vera e propria risorsa, è più probabile che raggiungano la consapevolezza necessaria a prenderne la giusta distanza e a utilizzarlo come ciò che infondo dovrebbe essere: uno strumento fantastico. E magari, a costruire nel futuro prossimo un’identità social che non metta a rischio quella reale. E gli adulti? A noi tocca il compito di aprire loro la strada verso narrazioni condivise proprio a partire da ciò che la Rete offre. Senza dimenticarci, ogni tanto, di “varcare la soglia” dello schermo, mostrando interesse verso ciò che i ragazzi amano, inclusi i tanto demonizzati giochi – che possono diventare un terreno attraverso cui conoscere meglio i loro gusti, attitudini e inclinazioni.

snow black francesca tassini

IL LIBRO E L’AUTRICE – Snow Black, primo titolo della collana Marietti Junior, è un thriller per ragazzi (dagli undici anni) che racconta la storia della giovane detective con migliaia di follower Snow Black, che un giorno si risveglia in un non luogo senza una forma precisa, circondata da un flusso di dati che le scorre attorno. La detective, che prima era capace di risolvere anche i casi più intricati grazie al web, si trova improvvisamente imprigionata dentro Internet, senza memoria di ciò che le è accaduto.

La sua unica speranza è riuscire a contattare due fratelli che sa che potrebbero aiutarla. Comunicando con loro passando da un device all’altro come una scintilla elettrica, deve convincerli ad aiutarla a indagare sulla sua scomparsa e quella di altri ragazzi, oltre che a tornare nella realtà. Snow Black è un thriller per ragazzi che con un ritmo serrato e pieno di colpi di scena si sofferma sui temi attuali come i la comunicazione digitale tra i più giovani e la creazione della propria identità ai tempi del digitale.

Snow Black è scritto da Francesca Tassini (finalista al Premio Wondy con il suo precedente romanzo a sfondo autobiografico Come mosche nel miele, edito da Solferino) e illustrato da Gloria Pizzilli. Sempre di Francesca Tassini per Marietti Junior è in programma la serie gialla per ragazzi Nina e i segreti del taxi.

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Fonte: www.illibraio.it