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“Il mio nome a memoria” di Giorgio Van Straten torna 20 anni dopo e inaugura una collana

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Quando, una mattina di dicembre del 1811 a Rotterdam, Hartog si ritrova a dover scegliere un cognome per la sua famiglia, non può sapere quanto lontano quel cognome andrà a finire: ispirandosi al piccolo paese fiammingo delle sue origini, sceglie il cognome Straaten, ignaro del fatto che quel cognome è destinato a raggiungere Amsterdam e San Francisco, Odessa e Livorno, in cerca di fortuna e di opportunità.

È questa la storia narrata da Giorgio Van Straten ne Il mio nome a memoria, che ripercorre i viaggi di un cognome e di una famiglia, risalendo fino a Hartog, ebreo di Rotterdam.

Il mio nome a memoria Giorgio Van Straten

Vent’anni dopo la prima pubblicazione, nel 2000, per Mondadori, Il mio nome a memoria conosce una nuova edizione per Francesco Brioschi editore, inaugurando la nuova collana di biografie della casa editrice, che s’intitola Storie e Vite ed è curata dalla scrittrice e giornalista Isabella Bossi Fedrigotti, autrice, tra gli altri, del romanzo Di buona famiglia (Longanesi), che le valse il premio Campiello nel 1991, e dallo scrittore Andrea Kerbaker, docente di Istituzioni e Politiche Culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Come riportato dall’Ansa, nella collana verranno pubblicati in autunno anche il nuovo libro del giornalista Marco Sassano, uno dei collaboratori del giornale studentesco La Zanzara, del Liceo Parini a Milano, e l’esordio nel romanzo dello storico dell’arte Stefano Zuffi, dedicato alla vita di Raffaello.

Ma l’apertura delle danze è affidata a Il mio nome a memoria, un romanzo la cui gestazione ha avuto inizio nel 1996, con un abbondante lavoro di ricerca prima che l’opera venisse alla luce, rivelandosi molto di più di una biografia: nato a Firenze nel 1955 da madre italiana e padre ebreo d’origine olandese, Giorgio Van Straten ricostruisce la storia della sua famiglia, percorrendone a ritroso gli spostamenti fino all’origine di un cognome che, in olandese, significa ‘Strada’, diventando quasi simbolico dei viaggi compiuti dai diversi membri.

Autore di libri come Generazione (Garzanti, 1987), Storie di libri perduti (Mondadori, 2014) e Storia d’amore in tempo di guerra (Laterza, 2016), ex direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a New York e direttore della rivista Nuovi Argomenti, Van Straten costruisce una storia che unisce i suoi personaggi attraverso il tempo e lo spazio, unendo i tasselli di un mosaico che, attraverso l’insieme di biografie diverse, ne compone una sola.

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Fonte: www.illibraio.it