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Il mito di Achille e della giovinezza che può cambiare il mondo (anche nei giorni del virus)

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Nel settembre del 2019 alle Nazioni Unite è stato tenuto un forum sul clima, Greta Thunberg ha poco più di 16 anni e viene chiamata a intervenire, dovrà parlare a nome di un intera generazione di giovani e studenti preoccupati per come i cambiamenti climatici stanno mettendo a repentaglio il loro futuro: “Avete rubato la mia infanzia con le vostre parole vuote!”, ha detto con un tono allo stesso tempo perentorio e commosso, rivolgendosi ai capi di stato del mondo.

Quello giorno è stata scattata una foto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump mentre arriva allo stesso summit, poco dietro, Greta lo fulmina con uno sguardo di disprezzo. Quella fotografia ha fatto il giro del mondo, perché raccontava qualcosa di molto riconoscibile, e molto profondo. Lo scontro tra la determinazione, da una parte, e il potere dall’altra. Ecco: penso che quello sguardo lo abbiamo riconosciuto anche perché era lo stesso che Achille lancia ad Agamennone nel primo libro dell’Iliade, quando l’arroganza del potere di Agamennone pensa di poter umiliare, per il suo tornaconto personale, la forza e la capacità del più valoroso tra i suoi soldati.

Le immagini del mito sono universali, ci offrono delle verità talmente profonde da poter essere ritrovate, tali e quali, in ogni tempo. Ma in questo caso sembra anche volerci dire che quando il potere è così arrogante da pensare di poter umiliare il popolo che dovrebbe governare, finirà per pagarne le conseguenze.

Ora il mito della guerra di Troia è un mito molto articolato, ognuno dei 24 libri di cui è composta l’Iliade mette in scena dei differenti archetipi e delle diverse figure eroiche, non soltanto Achille e Agamennone (ma anche Diomede, Patroclo, Menelao, Ettore, Paride, Ulisse, Aiace, Priamo e poi Elena, Adromaca, Briseide, Cassandra, Ecuba…). Ma lo scontro tra Achille e Agamennone è particolarmente significativo perché ci racconta del momento in cui l’arroganza del potere e l’avidità dei più ricchi provocano una tremenda epidemia. Davanti alle mura di Troia da nove anni non sta succedendo niente, il mondo non progredisce, la storia non avanza, ma nel frattempo i più potenti continuano ad accumulare altre ricchezze. È in questo scenario che comincia il racconto dell’Iliade, e comincia con una pestilenza: Omero dice che l’epidemia arriva silenziosa, senza che noi ce ne accorgiamo, colpendo da lontano e avanzando inesorabile come arriva la notte: sembra davvero che stesse descrivendo ciò che accadeva lo scorso febbraio, quando il Covid-19 ha cominciato a contaminare il mondo.

Sono le nuove generazioni, che come Achille hanno una visione del futuro molto chiara, per quanto sentano di essere poco vulnerabili al male del virus, che devono guardare in avanti, senza farsi intimidire dall’arroganza del potere e prendendo in mano il loro destino. Devono guardare allo scontro tra Achille e Agamennone perché è lo scontro tra la giovinezza e il potere, tra il futuro e l’avidità, e di come la gloria e la grazia insita nella giovinezza possono davvero contrastare l’arroganza di chi vuole disporre della natura e degli altri uomini solo per il proprio tornaconto.

Oggi come non mai è evidente che i nostri governanti non vogliono neanche pensarlo, un futuro per il nostro pianeta, e hanno anche enormi difficoltà a gestire l’emergenza del presente. Il coraggio di Achille, e volendo anche la sua superbia, lo rendono capace di mettere in discussione le deficienze del potere di Agamennone. Rileggendo il mito di Troia, l’epidemia appare come l’inizio di un conflitto molto profondo, in cui le forze divine si scontrano attraverso la guerra degli uomini, e in cui tutto viene messo in discussione. Achille, come ognuno degli eroi in campo in quelle battaglie, è pronto a combattere quella guerra fino in fondo, pur di compiere il suo destino. Alle nuove generazioni che come Greta Thunberg vogliono salvaguardare il nostro futuro, bisogna dire di seguire in questo l’esempio degli eroi greci: e di andare avanti, fino in fondo, senza temere. E compiere con coraggio il proprio destino, in uno scontro che, se combattuto davvero, potrà scardinare gli equilibri e cambiare i tempi, segnando l’inizio di una nuova era – come il mito ci dice è stato per la guerra di Troia.

achille

L’AUTORE – Giovanni Nucci è nato a Roma nel 1969. Oltre a essere scrittore e poeta, si occupa da sempre di editoria. Ora è direttore editoriale della casa editrice Italosvevo di Trieste. Ha collaborato alle pagine del lunedì del quotidiano L’Unità, dedicate all’editoria per bambini e ragazzi, con La Stampa di Torino e il Domenicale del Sole 24 ore.

È autore per Salani di Ulisse. Il mare color del vino, e La storia di tutto – La Bibbia raccontata ai piccoli. Ora è in libreria, sempre per Salani, con Achille – Il midollo del leone.

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Fonte: www.illibraio.it