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Il ritorno di Olive Kitteridge e altri sequel cult, anche grazie a cinema e serie tv

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A più di un decennio dall’uscita in libreria di Olive Kitteridge (Fazi, traduzione di Silvia Castoldi), Elizabeth Strout ha fatto tornare i lettori a Crosby. Con Olive, ancora lei (in libreria per Einaudi, traduzione di Susanna Basso) ricominciano, attraverso una serie di capitoli che suonano come racconti, le vicende della scorbutica Olive, insegnante di matematica in pensione alle prese con una nuova relazione – nel primo libro era appena diventata vedova – e impegnata a ricucire i rapporti con il figlio.

Negli undici anni tra l’uscita del primo romanzo – avvenuta nel 2008 negli Stati Uniti e poi nel 2009 in Italia -, e di questo nuovo libro, Olive non è stata ferma, anzi: nel 2014 HBO ha realizzato e messo in onda una serie tv omonima diretta da Lisa Cholodenko.

Olive Kitteridge

Frances McDormand nei panni di Olive Kitteridge, immagine tratta dalla serie tv “Olive Kitteridge”

Nella serie Olive è interpretata dall’iconica Frances McDormand. Come se non bastasse, la presenza dell’attrice premio Oscar per Fargo e poi per Tre manifesti a Ebbing, Missouri, nel cast di Olive Kitteridge figura anche Bill Murray – già idolo millennial grazie alla costante presenza nei film di Wes Anderson – nei panni di Jack Kennison, il nuovo partner di Olive.

Olive, ancora lei - copertina

Olive Kitteridge non è l’unico personaggio che, anche grazie a un nuovo interesse suscitato da trasposizioni cinematografiche e del piccolo schermo, ritorna in libreria. 

Sempre nell’autunno 2019, quando Olive, ancora lei è stato pubblicato negli Stati Uniti, sono arrivati in libreria altri due sequel di libri amati da molti lettori, in Italia e non solo. 

Il primo, celebrato con un lancio in contemporanea in tutto il mondo a settembre 2019, è I testamenti (traduzione G. Calza Ponte alle Grazie), atteso sequel de Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood (traduzione di Camillo Pennati, Ponte alle Grazie).

Margaret Atwood nei panni di una Zia e  Offred (Elisabeth Moss) – immagine tratta dalla serie tv “Il racconto dell’ancella”

L’autrice canadese ha presenziato il lancio del romanzo allo scoccare della mezzanotte del 10 settembre 2019 alla libreria Waterston di Piccadilly, a Londra. E il giorno dopo ha registrato un’intervista in diretta dal National Theater di Londra, rilanciata in mille cinema nel mondo.

L’attesa per I testamenti deve molto alla fama acquisita da Atwood dopo le elezioni americane del 2016 per via dei temi affrontati nel romanzo – ne Il racconto dell’ancella la costa orientale degli Stati Uniti si è trasformata in una teocrazia in cui le donne sono prive di diritti e il loro corpo ha un unico unico scopo, procreare. 

Grazie a questo rinnovato interesse Il racconto dell’ancella, inizialmente pubblicato nel 1985 e già diventato un film nel 1990 con Natasha Richardson e Faye Dunaway, è diventato anche una serie tv che ha vinto 9 Emmy Awards e 2 Golden Globe. Se la prima stagione – debuttata nel 2017 su Hulu – si ispira alla trama del romanzo, le due successive – e la quarta in arrivo – si concentrano su nuovi eventi. Ma sempre approvati da Atwood, che appare anche in un cameo nella prima stagione, nei panni di una Zia che schiaffeggia la protagonista Offred, interpretata da Elisabeth Moss.

Cercami di André Aciman (Guanda, traduzione di Valeria Bastia) è un altro sequel atteso dai lettori e da molti che si sono avvicinati alle vicende di Elio e Oliver grazie al film di Luca Guadagnino, in cui i due giovani sono interpretati rispettivamente da Timothée Chalamet e Armie Hammer.

Con quattro candidature ai premi Oscar 2018 e una statuetta vinta da James Ivory per la miglior sceneggiatura non originale, il film è diventato un riferimento per un certo tipo di estetica che unisce romanticismo e decadenza

Elio e Oliver in Chiamami col tuo nome – immagine tratta dal film

Arrivato in libreria sempre nell’autunno 2019, Cercami è diviso in tre parti, ognuna dedicata al nascere di una nuova relazione.

Quella del padre di Elio con una donna più giovane, quella di Elio trentenne con un uomo più grande e, infine, il ricongiungimento di Elio e Oliver decenni dopo l’estate raccontata in Chiamami col tuo nome (sempre pubblicato da Guanda in Italia, nella traduzione di Valeria Bastia).

Il successo dei sequel di tre romanzi diventati cult anche grazie al piccolo schermo e al cinema, potrebbe essere un’ulteriore segnale dell’ibridazione tra media e prodotti culturali.

Un fenomeno già ben consolidato nel mondo della letteratura “di genere”- pensiamo alla saga di Harry Potter di J.K. Rowling, ma anche agli Hunger Games di Suzanne Collins di cui Mondadori ha recentemente pubblicato il prequel, Ballata dell’usignolo e del serpente, alla serie Cinquanta sfumature e a tanti altre saghe che sono diventate film di film di successo e poi veri e propri marchi – ma ancora piuttosto nuovo nel mondo dei romanzi più letterari.

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Fonte: www.illibraio.it