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Il saggio di Raimo sull’Italia prima, durante e dopo la pandemia

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Riparare il mondo (Laterza) è il nuovo saggio dello scrittore, insegnante e attivista romano Christian Raimo, classe ’75, collaboratore di riviste come Internazionale, e assessore della cultura del III Municipio di Roma: scritto tra il 2019 e il 2020, “prima, durante e dopo il lockdown”, come si legge nel prologo, Riparare il mondo è un testo che riflette su quello che l’autore chiama il nostro “bisogno di riscoprirci animali politici”, poiché, scrive, “è urgente diventare di nuovo una comunità, una collettività. Quello che segue è il mio microscopico contributo in questi tempi incerti, il mio atto di fede nel fare politica”.

Christian Raimo Riparare il mondo

Autore di opere di narrativa, come i romanzi La parte migliore e Il peso della grazia (entrambi Einaudi), e anche di saggi, quali Tutti i banchi sono uguali e Contro l’identità italiana (entrambi Einaudi), nel suo nuovo saggio Raimo si sofferma sull’attuale clima politico e sociale italiano, considerato da un punto di vista generazionale, quello della sua generazione, che sembra condividere il disincanto di chi è cresciuto con i miti del ’68, per poi rassegnarsi all’apatia, privo di qualsiasi fiducia nella politica, che non viene più considerata uno strumento di cambiamento, ma soltanto un’ennesima fonte di frustrazione.

La crisi economica, un tasso di laureati tra i più bassi in Europa, il riemergere di ideologie di estrema destra, l’individualismo, l’ansia dilagante, la crisi climatica, l’assenza di una coscienza politica, le lacune del sistema scolastico, le diseguaglianze economiche e sociali: la pandemia è stato il colpo di grazia che ha messo sotto la lente di ingrandimento tutte le zoppie già note di una società che ha cercato troppo a lungo di ignorare problemi evidenti; una società che sembra essersi dimenticata dei giovani, ma fa pagare a loro il caro prezzo delle sue scelte.

Avvalendosi di alcuni dei testi filosofici e sociopolitici più rilevanti del nostro tempo, da Mark Fisher a Slavoj Žižek, da Zygmunt Bauman a Francesca Coin, Raimo chiama in causa anche la letteratura, dai testi di Walllace a quelli di Carrère, e pesca a piene mani nell’immaginario mediatico, quello filmico, e perfino quello dei meme e delle gif, quello che costituisce parte integrante del linguaggio dei millennials e delle generazioni successive: in questo senso, Riparare il mondo sembra voler ricordare al lettore quali sono le mancanze del dibattito pubblico istituzionale, che quei testi non li cita, quegli strumenti non li usa, come se non fosse fatto per parlare ai giovani o, peggio ancora, non ne fosse capace.

Pagina dopo pagina, Raimo snocciola una per una tutte le storture che fanno dell’Italia un paese meraviglioso per andarci in vacanza, ma soffocante quando bisogna viverci: la pandemia ha messo in evidenza, e portato all’esasperazione, una serie di problemi contro i quali la sua generazione si scontra da anni, problemi ai quali sembriamo ormai assuefatti, rassegnati come siamo a considerarli un dato ineluttabile, piuttosto che un ostacolo da rimuovere; eppure, quasi in sordina, il saggio suggerisce anche la sommessa speranza che la pandemia possa essere l’ultima goccia che fa traboccare il vaso, la spinta decisiva nella giusta direzione per poter cambiare le cose e cominciare, veramente, a Riparare il mondo.

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Fonte: www.illibraio.it