Conosciuta come Emily Doe, Chanel Miller ha raccontato di essere stata aggredita sessualmente attraverso una lettera indirizzata all’uomo che l’ha violentata. “Io ho un nome” fa luce su una cultura e un sistema giudiziario viziati, ma testimonia anche come il trauma della violenza, fisica e processuale, si possa curare con il potere delle parole, come ci voglia tanto coraggio per muoversi nella sofferenza e tornare a vivere

L’articolo “Io ho un nome”: Chanel Miller racconta la sua storia di ingiustizia e di stupro proviene da Il Libraio.