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Non c’è luce, se non c’è ombra: come sarebbe il mondo senza i cattivi

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“Pochi personaggi, al cinema o nella letteratura, possono essere più interessanti di quelli ritratti in chiaroscuro. Per questo alla letteratura (e più in generale all’arte) fanno male le semplificazioni del moralismo, che come una luce troppo forte pialla le irregolarità, e ci mostra superfici lisce, uniformi e noiosissime laddove le ombre potrebbero costruire illusioni di colline, di scogli o di segreti. E spaventarsi di fronte alle illusioni che queste ombre proiettano, fa parte del gioco; è, anzi, forse proprio per spaventarci e godere dello spavento che ci induciamo, che ci prendiamo la briga di giocare con le ombre” – Su ilLibraio.it la riflessione della scrittrice Ilaria Gaspari. Che cita, tra gli altri, Jorge Luís Borges, Thomas De Quincey, Louis-Ferdinand Céline, Hitchcock e… Barbablù

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Fonte: www.illibraio.it