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Premio Lattes Grinzane 2020: la vincitrice è Elif Shafak

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Elif Shafak (nella foto in copertina di FerhatElik, ndr), scrittrice turca residente a Londra, è la vincitrice del Premio Lattes Grinzane 2020 – X edizione con I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo (traduzione di Daniele A. Gewurz e Isabella Zani), edito da Rizzoli.

Nonostante le difficoltà che il mondo della cultura sta affrontando a causa dell’emergenza sanitaria Covid 19, la Fondazione Bottari Lattes, nata nel 2009 a Monforte d’Alba (Cn), ha portato avanti importanti progetti di diffusione della lettura e della narrativa contemporanea tra giovani e adulti.

Con il Premio Lattes Grinzane, intitolato così in onore di Mario Lattes (editore, pittore, scrittore, scomparso nel 2001), ha saputo coinvolgere anche quest’anno 400 studenti delle giurie scolastiche e ha continuato a collaborare, come sempre, con case editrici, giurati, lettori, partner istituzionali ed enti territoriali e privati.

Questa la motivazione con cui la Giuria tecnica ha spiegato l’assegnazione del riconoscimento: “Il romanzo di Elif Shaftak è un atto d’amore, da lontano, alla città di Istanbul e soprattutto alla sua anima femminile: Istanbul, illusione, sogno, in cui lottano tante Istanbul, città liquida in cui le vite si intrecciano e si dissolvono, e qui soprattutto città in cui, nella seconda metà del Novecento, da tutto il Medio Oriente convergono donne che vi hanno cercato libertà e felicità, sottraendosi  all’arcaica durezza e ottusità della vita familiare, ma finendo in vite di sfruttamento e di emarginazione, entro cui sanno comunque ritagliarsi spazi di umanità, di solidarietà, di amicizia”.

I miei ultimi 10 minuti e 38 secondi in questo strano mondo

Il romanzo ripercorre la vicenda di Leila Tequila, fuggita a sedici anni dalla città di Van, nell’oriente turco, e costretta molto presto a prostituirsi. Ma, con originale struttura, il racconto prende avvio dall’assassinio della protagonista e dall’ipotesi che, dopo la morte, per 10 minuti e 38 secondi, nel suo cervello ancora non completamente spento passino i ricordi più vari, dal mondo familiare di Van alle situazioni e agli incontri della grande città, fino al 1990, anche con vari richiami ai contemporanei eventi storici. E si percorre in lungo e in largo Istanbul, nei suoi luoghi più vari, nei suoi intrecci affascinanti e perversi, tra etnie, lingue, religioni, tra speranze politiche e repressioni implacabili, nel progressivo avanzare del fondamentalismo religioso; nel contempo si seguono le storie dei cinque amici e amiche di Leila, che poi, dopo il ritrovamento del suo corpo, arriveranno a celebrare un singolare funerale, allucinata, affettuosa, grottesca e spiritosa, imprevista Totentanz.

Gli altri finalisti in gara erano: Giorgio Fontana con la saga famigliare Prima di noi (Sellerio), Daniel Kehlmann (Germania) con Il re, il cuoco e il buffone (traduzione di Monica Pesetti; Feltrinelli), Eshkol Nevo (Israele) con L’ultima intervista (traduzione di Raffaella Scardi; Neri Pozza), Valeria Parrella con Almarina (Einaudi).

Eshkol Nevo

Eshkol Nevo, finalista con “L’ultima intervista”

Il Premio Speciale Lattes Grinzane, da sempre dedicato a un’autrice o un autore internazionale, è andato alla Protezione Civile, come apprezzamento per il grande impegno profuso nell’affrontare l’emergenza sanitaria e combattere la diffusione del contagio da Covid-19.

Il Premio è stato ritirato dal capo Dipartimento Protezione Civile Angelo Borrelli. “Si tratta di una compartecipazione più stretta, di una condivisione doverosa e per certi versi inevitabile con il nostro Paese, con le sofferenze e i bisogni degli uomini, di cui la letteratura e la cultura non possono non farsi carico. Intorno alla Protezione Civile si sono raccolti, in questi mesi, tutti gli sforzi dell’Italia per rispondere all’emergenza: intorno alla Protezione Civile intendiamo raccoglierci anche noi con il nostro Premio, per testimoniare che anche la letteratura può e deve contribuire a costruire un nuovo futuro”, spiega la motivazione della Giuria tecnica.

Giorgio Fontana

Giorgio Fontana nella foto di Tania Madaschi, finalista con “Prima di noi”

La scelta di Elif Shafak tra i finalisti sottolinea la forza delle donne nella ricerca di libertà e felicità in paesi in cui viene negata e soffocata da sfruttamento, emarginazione, violazione dei diritti.

Elif Shafak, scrittrice turca, nata nel 1971 a Strasburgo (Francia), vive a Londra. È laureata in Scienze politiche e ha insegnato in diverse università in Turchia, Stati Uniti e Regno Unito. Pubblica romanzi in turco e in inglese, tradotti in più di cinquanta lingue, in cui la tradizione occidentale e quella orientale si armonizzano e in cui affiora la difesa dei diritti civili, di libertà di parola e delle minoranze. È membro del Weforum Global Agenda Council on Creative Economy dello European Council on Foreign Relations.

Tra i suoi romanzi, editi da Rizzoli, ricordiamo: La bastarda di Istanbul (2007), Il palazzo delle pulci (2008), Le quaranta porte (2009), Latte nero (2010), La casa dei quattro venti (2012), La città ai confini del cielo (2014), Tre figlie di Eva (2016) La bambina che non amava il suo nome (2018).

Valeria Parrella 1 - foto libera da diritti

Valeria Parrella, finalista con “Almarina”

Le giurie del Premio: la giuria tecnica e le giurie scolastiche

I cinque romanzi finalisti sono stati scelti dalla Giuria Tecnica: il presidente Gian Luigi Beccaria (linguista, critico letterario e saggista), Valter Boggione (docente), Vittorio Coletti (linguista e consigliere dell’Accademia della Crusca), Giulio Ferroni (critico letterario e studioso della letteratura italiana), Loredana Lipperini (scrittrice, giornalista, conduttrice radiofonica), Bruno Luverà (giornalista), Alessandro Mari (scrittore ed editor), Romano Montroni (presidente Comitato scientifico del Centro per il libro e la lettura), Laura Pariani (scrittrice), Lara Ricci (giornalista culturale) e Bruno Ventavoli (giornalista, critico letterario).

Daniel Kehlmann by Beowulf Sheehan

Daniel Kehlmann nella foto di Beowulf Sheehan, finalista con “Il re, il cuoco e il buffone”

I cinque libri finalisti sono stati letti, discussi e votati da studenti delle Giurie Scolastiche presenti in diversi istituti italiani e in una scuola di Parigi. Variano a ogni edizione per permettere una più ampia partecipazione al progetto e alla lettura. A ottobre i loro voti decideranno il vincitore.

Commenta così la Giuria Tecnica: “Il nostro Premio si è sempre caratterizzato per una volontà di stretto dialogo con la società civile e la promozione attraverso la cultura dei valori fondanti dell’essere uomini. Proprio per questo si rivolge in maniera privilegiata ai giovani, nell’ottica di una crescita che trova nella lettura e nel dibattito delle idee e nella ricerca della bellezza gli strumenti per comprendere e interagire con il mondo”.

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Fonte: www.illibraio.it