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Un metodo per migliorare l’apprendimento e allenare il pensiero critico

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Isabella Milani è lo pseudonimo di un’insegnante dall’esperienza ultratrentennale, che ha deciso di proteggere l’anonimato dei suoi colleghi e studenti quando ha aperto il suo primo blog. Ora è presente sui social e sul sito professoressamilani.it (ha scritto anche articoli per ilLibraio.it).

Dopo aver pubblicato L’arte di insegnare (Vallardi, 2013) e Maleducati o educati male (Vallardi, 2017) torna con con un nuovo libro, L’uovo di Colombo (Vallardi), in cui condivide il suo metodo di lavoro, quello con cui ha affrontato la sua professione di insegnante e che può guidare ciascuno di noi nelle sfide dello studio e della vita.

Su ilLibraio.it, per gentile concessione della casa editrice, proponiamo un estratto:

Colmare le lacune

(…) Nelle prossime pagine di questo capitolo incontrerete anche la presentazione di alcune tra le principali innovazioni in campo tecnico-scientifico degli ultimissimi anni.

Voglio precisare che vi parlo di queste innovazioni non solo perché mi hanno entusiasmato e quindi le ho volute studiare, ma perché sono già un suggerimento pratico su ciò che faccio e che vi suggerisco di fare «per capire bene»: verificare di possedere i requisiti essenziali e, se è necessario, studiare. Tutti i ragionamenti minuziosi che sto facendo fanno parte del Metodo, perché si può «capire bene» solo se si è consapevoli che «capire più o meno» non basta, e se ci si abitua ad approfondire il significato delle parole, e a colmare le lacune della propria preparazione.

Mi spiego meglio.

La «lacuna» è un «buco», qualcosa che manca e che dovrebbe esserci. La lacuna è un difetto, insomma. Consideriamo la nostra preparazione culturale come una strada. Quando nasciamo, la strada praticamente non esiste. Piano piano, con l’aiuto dei genitori e delle persone che si occupano di noi quando siamo bambini, cominciamo a tracciarla, ma è irregolare, piena di avvallamenti e di buche. Poi andiamo a scuola, dove gli insegnanti, insieme a chi scrive i libri e a chi mette a punto tutti gli strumenti tecnologici che abbiamo a disposizione, ci aiutano a spianare gli «avvallamenti» e a chiudere le «buche». E vi faccio notare una cosa: la «strada» attraverso la quale ogni bambino arriva a scuola, a volte è già abbastanza piana, ma a volte è accidentata, ancora piena di buche, perché non tutti hanno qualcuno che li aiuta a spianarla e a renderla più agevole. Ricordate il concetto della «linea di partenza» che ho esposto nelle prime pagine? Se si immagina la propria preparazione culturale come una strada verso la conoscenza, è normale che ognuno possa essere capitato alla nascita su una strada più o meno scorrevole. Le piccole buche non ci impediscono di procedere. Quelle più grandi rendono difficoltoso, anche se possibile, il cammino. Ma quando sono enormi, e la strada è proprio dissestata, allora ci dobbiamo fermare. E fermiamoci anche qui, nella lettura, per chiederci: «Perché a volte la nostra conoscenza è così lacunosa? E che cosa comporta la presenza di queste lacune, che a volte sono voragini?»

Le lacune che incontriamo sono quelle che non abbiamo colmato. Perché? I motivi variano da persona a persona e dipendono in buona parte dalla strada percorrendo la quale ci presentiamo a scuola.

Ecco. Scrivo per dire questo: in qualunque età della vita ci troviamo, colmiamo queste lacune, che ci impediscono di procedere speditamente! Con pazienza, con buona volontà. E facciamo in modo che i nostri figli colmino le loro, in modo che non se ne formino di nuove nel corso della loro preparazione. Ricominciamo a dare importanza alle parole, all’educazione alla cultura. Parliamo, ragioniamo, leggiamo, studiamo. Non stiamo sempre con la testa china sul cellulare, specialmente in presenza dei bambini.

Applicare L’uovo di Colombo significa capire che nell’epoca che stiamo vivendo, straordinaria, diversissima per molti aspetti da tutte le precedenti, ci sono cose che esistono e che spesso ci riguardano da vicino, anche se non le vediamo e non le conosciamo. Anche queste sono lacune che abbiamo. Cose che non comprendono solo la nostra Storia di esseri umani, e tutto quello che ci riguarda e che ci ha riguardato nello Spazio e nel Tempo, ma anche tutto il mondo dell’innovazione, che ci traghetta dal Passato al Presente verso il Futuro.

Se viviamo in una società ipertecnologica chiediamoci: che cosa serve conoscere oggi a noi che viviamo in questa epoca?

Questa è la domanda per eccellenza. In altre parole: siamo sicuri che quello che serviva fino a quindici anni fa sia oggi sufficiente? Ecco: io sto dicendo di no. E sarà sottinteso per tutto il libro.

(continua in libreria…)

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Fonte: www.illibraio.it