Altera Italia. Miracoli visivi di Alessia Rollo
Cambiare la percezione della cultura del Sud Italia costruendo un nuovo immaginario per il futuro: da qui prende forma Altera Italia, la ricerca visiva di Alessia Rollo, al centro dell’incontro in programma giovedì 1 ottobre alle 18.30 in libreria. Dialogherà con l'autrice Margherita Macrì.
Altera Italia, il progetto
Il lavoro di Rollo parte dagli anni Cinquanta e Sessanta, quando il Mezzogiorno diventa terreno di studio per antropologi, registi e fotografi coinvolti nelle spedizioni guidate dall’etnologo Ernesto De Martino. Lo sguardo rivolto in quegli anni alle comunità, ai riti e alle tradizioni meridionali ha contribuito a produrre un vasto patrimonio documentario, restituendo allo stesso tempo un’immagine del Sud legata all’arretratezza, alla superstizione e a una religiosità fortemente pervasiva.
Altera Italia torna su quei materiali per osservarli da un’altra prospettiva. Alessia Rollo interviene sulle fotografie d’archivio dando vita a immagini del passato attraversate da nuovi segni, capaci di riportare in superficie quella dimensione magica e rituale che lo sguardo scientifico dell’epoca aveva cercato di ordinare e classificare.
L'autrice
Nata nel Sud Italia nel 1982 e formatasi a Madrid, Alessia Rollo sviluppa una ricerca artistica legata soprattutto all’area del Mediterraneo e ai modi in cui individui e comunità vengono raccontati attraverso le immagini. Nei suoi progetti fotografia documentaria e altri linguaggi visivi si incontrano, spesso a partire da memorie e materiali condivisi. I suoi lavori sono stati esposti in numerosi contesti internazionali, dalla Triennale di Milano al Museo della Fotografia di Helsinki, passando per Photo London, Unseen e Athens Photo Festival. Nel 2022 ha ricevuto il PhMuseum Women Photographers Grant.
L’incontro in libreria sarà l’occasione per entrare nel percorso di Altera Italia insieme con la sua autrice e soffermarsi sul potere che le immagini esercitano sulla memoria collettiva. Guardare nuovamente un archivio, modificarlo, accostarlo a ciò che sopravvive nel presente apre uno spazio di conversazione su chi ha raccontato il Sud, su chi continua ad abitarlo e sulle molte immagini ancora possibili per riconoscersi nelle proprie radici.
Ingresso libero
